L'ultima lezione di TeeTee
Avevamo meditato insieme sulla panca di legno cinese in giardino.
Lei era saltata sulle mie gambe; respiravamo all’unisono.
Con vista sul lago e sulle montagne.
Era apparsa dal nulla ed era svanita nell'immensa immensità.
La sua scomparsa sembrò improvvisa, spietata. Soffro di attaccamento; trovo difficile distaccarmi dai miei affetti, ma quella fu l'ultima lezione.
A proposito di insegnamento, dobbiamo distinguere tra "educare" ed "educere". Il primo consiste nel trasmettere conoscenze dall'insegnante allo studente. Ovvero, riempire la testa dello studente di idee, pensieri, scienza, ecc. Richiede disciplina e memoria. Lo studente è un contenitore che l'insegnante riempie quotidianamente. Al contrario, “educere”, che deriva anch’esso dal latino, ha un significato quasi opposto, poiché significa tirare fuori, far emergere… Permette allo studente di attingere alla propria ispirazione, alla propria creatività, alla propria capacità innovativa, alla propria saggezza, in opposizione o in contrasto con la conoscenza imposta, genera il pensiero critico, accettando solo quelle idee che, se sottoposte ad analisi, sono accettabili per la sua coscienza.
Tee Tee, con il suo comportamento o il suo contatto fisico, era più un educere, una spinta a pensare, una forza a contemplare, a meditare. La sua definitiva fine della relazione che lei aveva scelto, costituisce una lezione suprema: essere spinti sull'orlo del precipizio, o la comprensione della morte come atto finale di vita in un corpo. Aveva imparato che chi muore e non perisce è eterno. Quando la relazione giunge al termine, non c’è modo di rimandare l’addio. Si era preparata a morire con dignità. Non credo avesse letto il Libro Tibetano dei Morti; possedeva la tecnica ancestrale della sua specie.
Credo superiore: se ne è andata senza farci vedere la sua morte. Sapeva che morire non significa perire.
Abbiamo pregato con Bianca, che potesse morire tra i fiori del giardino. Amava la natura. Era pura natura. Doveva farlo, perché desiderava esalare l'ultimo respiro in solitudine. Non so dove sia andata. Blanca ed io avevamo pensato di seppellirla sotto l'albero blu. L'abete nano. Volevamo un semplice rito umano. Lei non ci ha lasciato questo compito, né la possibilità. L'ho immaginata:
Con discrezione felina, barcollando
come elefanti che si muovono
Verso il suo ultimo respiro.
Guardo le sue ultime forze con le quali
Raggiungere la sua destinazione finale
Irraggiungibile per i poveri mortali.
Mi dissero che non l’avrei vista mai più.
Si è nascosta dove nessuno l’avrebbe trovata.
Forse ha praticato le tecniche per morire bene
Con i buddisti tibetani.
Il diritto fondamentale alla vita.
Dietro le mie lacrime…
Io ci credo.
Si è nascosta nel mio cuore.



